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Foto di Benedetto Croce

Finalmente arriva Croce
Oggi sul Fatto Quotidiano un'intervista a Giovanni Sartori poi ad un certo punto dice che..




I barbari e quel periodo in cui la storia va veloce.

Dalla caduta dell'impero sino all'Ottocento.





http://temi.repubblica.it/limes/la-storia-ditalia-malraccontata-agli-italiani/23300


15/12/2013

Lingua sarda

Naramilu ite (1)Keres iskire, Luì. Mi paret(e)(2), ki no iskis ne pensare ne faeddare.
Con questa frase in sardo inizia la  breve "lezione", del professore di lettere. Mettendo la partita del Cagliari nel computer, l'audio era in spagnolo, e lui io ho dato due esami in spagnolo, perché era consono con il mio percorso di studi e con il sardo.

Nel sardo si distingue una lingua scritta il logudoresu, che è appunto riportato nella prima frase.

La fonesi del logudorese si divide sostanzialmente in tre.


  1. Settentrionale Nord Sardegna
  2. centrale Barbagia
  3. comune Goceano Marghine
Queste hanno valore letterario, dalla Carta de Logu alle canzoni di Piero Marras.

Oltre ci sono il campidanese che ha valore parlato, in quanto non ha una valore letterario, ma la maggior parte dei sardi lo parla. 

Altri dialetti usati in minoranza sono 

  1. Catalano (Alghero)
  2. Gallurese
  3. Sassarese
  4. Tabarchino (Carloforte)
Il secondo nell'elenco è un "volgare" sardizzato, mentre per il terzo dell'elenco vale il contrario sardo italianizzato.

Tra le varie spiegazioni riportate

  1. K C/dura ci  C/dolce
  2. Vocale paragogica mobile utilizzata nel parlato perché le parole finali non possono finire con la consonante.

Tra gli errori che fanno i sardi quando parlano in italiano, c'è quello del verbo.

Come nel latino, nel sardo il verbo viene posizionato alla fine della frase e quindi, quando si deve dire la frase traducendola istantaneamente in italiano si commettono errori: Capito mi hai!  



POETAS E POESIAS

Commento a 10 consigli per la lingua sarda (link)







 16/06/2013

"Corsi e ricorsi storici"


Giambattista Vico
Parlando con un professore di lettere, ma profondo conoscitore della storia e dell'ambito dell'agire umano, l'attenzione cade sulla situazione attuale, sulla crisi sistemica e dei valori.

Si parlava di politica così a grandi tratti, di partiti di movimenti, mi delineava come Grillo era un populista e Berlusconi un demagogo e che i Ds alla fine non avevano un'identità (il gruppo di sinistra del Pd).

Abbiamo parlato anche di come selezionare la classe dirigente, di come lo deve fare un movimento e le tecniche di democrazia di un partito.

Da qui emerge che, il rapporto che Grillo ha con i propri elettori è sbagliato, che lui non si può prendere un diritto che spetta agli elettori: "Io votato Giovanni, mica Beppe Grillo", se no non è un movimento, ma un partito politico, lo è infatti ma di facciata deve assumere il compito di forza nuova lontana dalla vecchia politica, la cui forza distruttiva interiore non permette la democrazia.

Poi  quindi la discussione si è protratta verso la crisi, dal punto di vista intellettuale.
Nel ripercorrere la storia, si inizia principalmente dalla classicità e quindi Roma veicolo di cultura.

Il tutto nasce da un mio quesito: "Se il nuovo avesse le opportunità per potere migliorare le condizioni della società".

Il letterarato spiega, che la storia in quanto ciclica è costituita da delle fasi che si ripetono con caratteristiche diverse, ma in qualche modo convergono nella forma. E su questo sono uguali sia la crisi in Italia degli anni '20, che quella tedesca dell'ascesa degli anni successivi a Weimar.

Emerge dal quadro delineato come dalla Monarchia la forma più usata è più semplice per il comando di un popolo si passi ad una forma più democratica, questa è seguita da una fase più o meno anarchica caotica e c'è di nuovo il ritorno alla monarchia o al governo di uno solo uomo.   

Quindi dai "sette re" di Roma si passa alla Repubblica, crisi della Repubblica con Cesare e ritorno alla monarchia (impero) con Ottaviano, in questo caso il ritorno al duce negli anni '20 assume tutte le caratteristiche del discorso prima citato.

In quasi tutti i casi è la nuova classe dominante (borghesia), che grazie all'ottenimento di diritti e di un nuovo spazio nella scala sociale domina e questo porta alla seconda fase, col il fallimento di quest'ultima si ha la controrivoluzione silenziosa o caotica che riporta il dominio da un volto democratico ad uno personalistico o leaderistico.


Questi sono i macro-eventi che ci attendono

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